Cryo Save, “la prima banca di cellule staminali in Europa per numero di campioni conservati”. Si legge così nelle loro pagine Facebook prive di aggiornamenti da un po’ di tempo e nel loro sito web che non si apre più.

Ma chi è Cryo Save? E soprattutto, perché ho deciso di parlarvi, nell’editoriale di agosto, di questa società?

Facciamo un passo indietro. Circa un anno fa, mentre ero in dolce attesa, ho deciso di conservare il cordone ombelicale di mio figlio.

Così ho cercato le migliori società che si occupano di conservazione delle cellule staminali. E, tra le tante, ho conosciuto Cryo Save. Azienda che mi garantiva la conservazione delle cellule staminali in Svizzera. Paese decisamente all’avanguardia rispetto al nostro. E soprattutto rispetto ai paesi che altre società come Cryo Save mi proponevano. Il top ho pensato. Visti anche i numeri di campioni da loro conservati: circa 300mila in tutta Europa tra cui 15mila in Italia.

Ho effettuato tutti i pagamenti che mi hanno richiesto. Ho continuato a pagare mensilmente, come da contratto. Certa della serietà di Cryo Save.

Ma un giorno…

Il 25/06/2019 ricevo una e-mail con scritto: «le cellule staminali del sangue del cordone ombelicale del vostro bimbo sono sua proprietà e queste rimangono conservate presso di noi». Ma nella stessa e-mail parlano anche di un accordo con un loro subappaltatore, la PBKM, FamiCord in Italia, il cui laboratorio è a Varsavia. (Quindi???).

Il 18/07/2019 mi arriva un’altra comunicazione. Un’e-mail che sollecita un mancato pagamento. Certa dell’errore e sicura di non aver saltato neanche una rata, provo a mettermi in contatto con la società.

Ma sentite bene, non mi risponde nessuno. Tutti i loro recapiti telefonici risultano inesistenti. E anche per e-mail non ottengo alcun riscontro. Preciso che Cryo Save aveva garantito un’assistenza h24.

Come se non bastasse, mi accorgo che nel mese di giugno la società “stranamente” ha trattenuto dal mio conto due rate.

Insospettita, inizio a fare delle ricerche e vengo a conoscenza dell’esistenza di un gruppo Facebook, “Genitori Cryo Save”.

Non ci crederete, scopro che altre famiglie, italiane, stanno vivendo i miei stessi problemi.

Non solo. Anche in altri paesi europei si segnalano situazioni simili.

Vengo a conoscenza del fatto che tanti clienti hanno ricevuto le mie stesse e-mail e il doppio addebito sul conto per il mese di giugno. E ancora, che altri genitori sono stati abbandonati a se stessi durante il parto ed hanno perso il campione biologico. Un’ultima cerchia, che aveva già crioconservato qualche anno prima, si è accorta della mancanza di un certificato recante i codici identificativi delle sacche contenenti le cellule staminali di interesse. Per tutti nessuna spiegazione, nessuna una risposta.

E addirittura, sono partite numerose e-mail Cryo Save per sollecito pagamenti anche per coloro che li hanno conclusi da tanti anni. Per altri ancora la società ha riservato “un’offerta esclusiva”: il prolungamento della conservazione delle cellule staminali ad un prezzo eccezionale, ma da cogliere al volo. Forse avevano fretta di vendere?

Tutto risulta alquanto strano…

Un genitore presente nel gruppo dichiara che Cryo Save Italia sarebbe fallita.

Fallita??? La società ai cui ho dato il cordone ombelicale di mio figlio, che ho pagato al momento del parto, e per mesi, sarebbe fallita?

Un altro genitore, invece, riferisce che Cryo Save Ag avrebbe subappaltato la conservazione delle cellule staminali alla società FamiCord.

“Sembrerebbe” che il gruppo FamiCord Italia sia dunque in possesso della maggior parte dei campioni precedentemente depositati presso i laboratori Cryo Save.

Quindi Cryo Save ha trasferito il cordone ombelicale di mio figlio dove non ho scelto e ha continuato a chiedere soldi? Qualcuno ci sta prendendo in giro???

Dove starebbe la verità?

Perché Cryo Save è sparita nel nulla?

Chi ci assicura che i nostri campioni esistono ancora? Chi ci assicura che durante il trasporto da paese all’altro non si siano danneggiati?

Che senso ha pagare una società (Cryo Save), mentre la conservazione viene fatta ad un’altra (FamiCord)?

E soprattutto, se qualcuno, in questo momento, malauguratamente, avesse necessità di entrare in possesso delle cellule staminali cosa dovrebbe fare?

Molti genitori hanno deciso di contattare le redazioni de “Le Iene” e di “Striscia La Notizia” per fare chiarezza.

Io, da mamma e giornalista locale, spero, con questo editoriale, di dare il mio contributo.

Ho deciso di raccontarvi questa storia non per puntare il dito contro qualcuno. Ma per informare quante più famiglie possibili, che ad oggi non sono a conoscenza di quanto accaduto.