Finti permessi di soggiorno. Stamattina, la polizia ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip a 10 persone.

Si tratta di 5 italiani e 5 extracomunitari, accusati di aver concesso finti permessi di soggiorno per favorire immigrazione clandestina.

L’operazione denominata “si può fare”, vede coinvolti anche 3 pubblici ufficiali del Comune di Catania. I 3, secondo le indagini condotte dalla Digos e coordinate dalla Procura, si sarebbero prestati a rendere dichiarazioni mendaci. Dietro compensi.

Secondo le indagini, i finti permessi di soggiorno per favorire immigrazione clandestina erano sia materiali che ideologici. Gli indagati avrebbero utilizzato un linguaggio criptico, stabilito tariffe per ogni servizio, effettuato sconti e agevolazioni.

Le richieste provenivano da diverse parti di Italia e anche da altri Stati europei. I finti permessi di soggiorno venivano rilasciati in tempi ridottissimi per evitare ulteriori spese.

Per i clienti “fuori sede” che richiedavano i finti permessi di soggiorno, l’organizzazione criminale disponeva anche di un circuito di pagamento telematico con carte Postepay. L’organizzazione offriva anche una sorta di diritto di “recesso”, nel caso in cui la pratica non andava a buon fine. Al cliente infatti era garantita la restituzione dell’acconto già versato.

L’attività criminosa presentava al suo interno anche una rete di procacciatori di affari, che avevano il compito di rintracciare i clienti prospettando i servizi offerti.

Tra di loro, un tassista abusivo dal Cara di Mineo alla stazione centrale di Catania, che riusciva ad entrare in contatto quotidianamente con tantissimi potenziali clienti.

L’associazione, volta a concedere finti permessi di soggiorno per favorire immigrazione clandestina, aveva fissato il proprio “quartiere generale” al mercato cittadino di Piazza Carlo Alberto. Il promotore del sodalizio, di etnia senegalese, gestiva una bancarella di scarpe e occhiali griffati contraffatti e un suo connazionale era titolare di un internet point, utilizzato come base logistica per i sodali ed anche per i clienti stranieri che quotidianamente richiedevano documenti per ottenere il permesso di soggiorno.

Circa 100 sarebbero gli stranieri agevolati dall’organizzazione.

Delle 10 persone coinvolte, la polizia ha rinchiuso in carcere: Abdourahmane Siley Seck, Cheikh Sarr, Michele Sampognaro, (funzionario del Comune). E ancora, Attilio Maria Riccardo Topazio e Giuseppe Torre (entrambi ispettori della polizia municipale di Catania).

e ha posto agli arresti domiciliari: Alessandro Faranda, Kayum HOssain, Lorenzo Russo, Simranjit Singh e Sahada Sow.