Barriere in casa. Qualche giorno fa una mia amica mi ha mandato un video, che girava su Facebook, di un giovane disabile.

«Guarda com’è costretto a scendere le scale – mi ha scritto – spero che puoi fare qualcosa».

Sono rimasta davvero scioccata da quel video, che riporto qui di seguito.

Come potete vedere dalle immagini, questo ragazzo, ogni giorno, è costretto a scendere e salire le scale in questo modo. Assurdo. Ho deciso di saperne di più e ho cercato il giovane disabile per capire il perché di queste barriere in casa.

Si chiama Carlo Bellavia, ha 27 anni, vive a Gravina di Catania. Ha una compagna e sta per diventare papà. Abita con la sua compagna e i due figli della ragazza in una casa che sembra essere diventata una prigione.

Sì, una prigione.

Ecco cosa ci racconta: «Sono in carrozzina da 15 mesi, era il 24 aprile 2018. A 14 anni ho subito un intervento che nel corso degli anni ha portato ad un crollo di 7 vertebre. Da qui il restringimento del canale spinale e la conseguente paralisi. Ho difficoltà ad entrare e uscire da casa. Perché l’ascensore non è a norma, mancano le corde e i freni. Oltre ad avere un’apertura troppo piccola. Sono quindi costretto a scendere le scale. Dal 4° (e ultimo) piano. È difficilissimo per me, perché ad ogni scalino sbatto e questo mi provoca un dolore lancinante. Senza contare che per tornare a casa, devo scendere dalla sedia, salire le scale con le braccia e trascinarmi pure la carrozzina».

Una situazione assurda quella che vive Carlo. Ma perché nessuno interviene?

«Ho chiesto di poter effettuare alcuni lavori per abbattere le barriere architettoniche della palazzina dove abito. Ho chiesto anche di poterlo fare a mie spese. Ma niente. Ho chiesto almeno di poter avere una scivola mobile. Ma mi è stato negato tutto. Ho consegnato personalmente una relazione di ben 4 pagine all’amministratore di condominio, ma non ho avuto ancora riscontro. E sono passati quasi 4 mesi».

Nessuno aiuta Carlo, anzi a quanto pare deve “sorbirsi” anche le lamentele dei condomini perché la sua sedia fa troppo “rumore”.

«Sì, mi dicono spesso che quando scendo faccio rumore con la carrozzina. E addirittura che potrei rompere le scale».

I condomini quindi, invece di aiutare e sostenere questo giovane disabile, si lamentano del “baccano” che la sua sedia a rotelle provoca. Preoccupandosi pure dell’incolumità delle scale.

Carlo ha quindi pensato di cambiare abitazione. Sperando di non trovare barriere in casa anche in altri condomini. Ma…

«Ho provato a cercare casa. Ho preso tanti appuntamenti, ma “casualmente” appena mi vedono nella sedia a rotelle, dicono che la casa non è più disponibile. Sono certo che sono solo scuse, perché ho richiamato le stesse persone fingendo di essere un altro e le case erano di nuovo disponibili».

Una discriminazione inaudita quella per Carlo Bellavia, giovane disabile e, soprattutto, ragazzo “escluso” a causa dell’ignoranza, della superficialità e del menefreghismo di molte persone.

Se qualcuno vuole aiutare Carlo, può contattarlo sul suo profilo Facebook.