Pubblicato il 06/04/2020 da Sonia La Farina

Parrucchiere di Gravina sorpreso a tagliare capelli ci scrive: «chiedo scusa».

È successo lo scorso venerdì 3 aprile.I carabinieri hanno sorpreso un parrucchiere di Gravina di Catania mentre tagliava i capelli ad un cliente. Lo hanno sorpreso all’interno del salone, in via San Domenico, San Paolo.

Il parrucchiere è stato sanzionato.

Si tratta di un altro esercente che non ha rispettato le regole imposte dallo Stato. Imposte da questa emergenza che costringe tutti a casa. Regole imposte dal Coronavirus.

Ma questo esercente ha deciso, in esclusiva, di scrivere una lettera in redazione.

Ha deciso di spiegare le motivazioni per cui ha agito in questa maniera.

Ha deciso soprattutto di chiedere SCUSA.

E noi abbiamo deciso di riportare la sua lettera. Naturalmente non per giustificare la sua azione ma per potergli dare la possibilità di scusarsi.

Ecco le sue parole:

«Venerdì 03 Aprile 2020, ore 15:20 circa, mi bussano alla porta della mia attività i carabinieri.

Ci troviamo a San Paolo, piccolo quartiere di Gravina di Catania, paesino delizioso ai piedi del vulcano più alto d’Europa, l’Etna.

Mi presento, mi chiamo Enzo, vivo a San Paolo ormai da diversi anni, ci vivo ma ci lavoro anche. Svolgo per l’appunto l’attività di parrucchiere per donna. E lo faccio da anni in quel piccolo salone (erroneamente chiamato dalla stampa salone da barba). Dove appunto venerdì scorso alle 15:20 circa, in barba “ahimè” al decreto emanato dal governo guidato da Giuseppe Conte, il quale vieta categoricamente qualsiasi tipo di spostamento non autorizzato e la chiusura delle attività non di prima necessità, tagliavo i capelli ad un cliente…

Sono imbarazzato, rammaricato, toccato nella professionalità e nei valori di uomo ancor prima che in quelli del professionista. Non per colpa d’altri, naturalmente, tengo a precisare. Ma sicuramente frutto della mia superficialità, dalla voglia di fare. Spinto oltretutto dalla necessità che, dopo quasi un mese dalla chiusura forzata, per l’ormai noto COVID-19, mi ha portato a fare questo gesto. Gesto per il quale appunto venerdì scorso i carabinieri della stazione di Gravina di Catania mi hanno sanzionato amministrativamente per aver violato – l’Art. 1, COMMA 1, Punto 3 del DPCM del 11/03/2020. Insomma continuavo a svolgere la mia attività nonostante il divieto.

Questo che stiamo vivendo è indubbiamente un momento difficile per tutti. Addirittura si dice che non si passasse un periodo simile da oltre cento anni. La pandemia da Coronavirus ci perseguita e con essa, anche la situazione economica di chi, in questi mesi non può esercitare la propria professione. Mettendo a dura prova tutti noi. Rendendoci inutili e mettendoci quindi doppiamente in ginocchio.

Non scrivo questa mia lettera per discolparmi dall’errore che la quasi “disperazione” o la voglia di fare mi contraddistingue. Ma solo per scusarmi del gesto fatto. I commenti strampalati, come quello che mi dà del “criminale”. Oppure qualcuno che vorrebbe il mio arresto immediato. O ancora, qualche altro che implora il ritiro della mia licenza. Commenti scritti appena sotto l’articolo che diverse testate giornalistiche (forse tutte quelle Siciliane, per via del forte impatto mediatico che quella stessa notizia può dare e lo scalpore che indubbiamente crea) hanno pubblicato sul mio conto, mi hanno convinto a prendere carta e penna.

Le mie scuse vanno alla collettività e a tutta la comunità Gravinese. Con tutti i residenti e i commercianti delle piccole botteghe. Per il danno all’immagine del quartiere che ho creato. Simbolo di quell’orgoglio di quanti hanno voluto investire in quel fazzoletto di terra, compreso il sottoscritto. Tanto abbiamo fatto e tanto ancora da fare per all’eccellenza che oggi, grazie a tutti, grazie alle organizzazioni “NO PROFIT” capitanate da persone di animo nobile, con non poco sacrificio ed impegno, fatica e costanza, portiamo avanti.

Mi scuso per la scorrettezza (fatta in assoluta buona fede) ai miei colleghi. Che come me si impegnano giornalmente guadagnandosi da vivere con la stessa dedizione, con la stessa determinazione e con la stessa costanza che contraddistingue la nostra categoria.

Porgo le mie scuse e il mio sentito pentimento all’amministrazione comunale guidata dall’avv. Massimiliano Giammusso per non aver obbedito all’ordinanza di cui sopra. Mettendo a repentaglio la salute pubblica.

Invito i miei concittadini a non replicare il mio forse “sciagurato” gesto. Ricordando di adempire agli obblighi di restrizioni. Di tener duro e di non mettere a repentaglio la nostra e l’altrui salute pubblica.

Il Comune di Gravina di Catania e le diverse associazioni di cui facevo cenno qualche riga più su sono a nostra completa disposizione e soccorso solidare.

Permettetemi di fare un plauso alle nostre forze dell’ordine, i carabinieri, che con impegno e dedizione instancabile, pattugliano le nostre strade, il nostro quartiere. Assicurandoci a noi tutti un servizio eccellente a tutte le ore del giorno e della notte.

I carabinieri, quarta forza armata Italiana, il corpo più specializzato dello stato maggiore della difesa. Con uomini e donne in uniforme eleganti, imparziali e dall’unanime umanità che rispondono e arrivano in soccorso ad ogni nostra chiamata».