Mariella Cimò: la sua storia.

Sono passati quasi 8 anni dalla scomparsa di Mariella Cimò e le ultime notizie riguardano la conferma della Corte d’assise d’appello di Catania della condanna a 25 anni di reclusione, per uxoricidio e occultamento di cadavere, per il marito Salvatore Di Grazia.

Ma chi era Mariella Cimò?

Mariella era una bellissima 72enne sposata da circa 40 anni con Salvatore, 83 anni. I due si sarebbero conosciuti dopo due rispettive delusioni amorose. La speranza di una vita gioiosa insieme avrebbe avuto fin da subito un velo di malinconia a causa della scoperta di non poter avere figli.

Forse questo, spinge Salvatore a tradire la moglie, a quanto pare all’interno dell’autolavaggio che gestiscono. La donna infatti insiste affinché il marito chiuda l’attività.

È il 25 agosto 2011 quando Mariella Cimò scompare nel nulla. Il marito denuncia la scomparsa parecchi giorni dopo. Molte le stranezze che non convincono gli inquirenti che ritengono che l’uomo abbia ucciso la moglie e abbia fatto sparire il cadavere.

Secondo l’accusa, Di Grazia avrebbe ucciso la moglie a seguito di una lite violenta la notte tra il 24 e il 25. La mattina si sarebbe liberato del cadavere. E nel frattempo avrebbe continuato le sue frequentazioni “amorose”.

Il 7 aprile 2017, la seconda corte d’Assise di Catania ha concluso il processo di primo grado, condannando Salvatore Di Grazia a 25 anni di reclusione.

L’8 luglio scorso, la terza Corte d’assise d’appello di Catania, accogliendo la richiesta del Pg Angelo Buassaca, ha confermato la condanna a 25 anni.

Salvatore Di Grazia, che si è sempre dichiarato innocente, non andrà in carcere, almeno fino a quando la sentenza non sarà definitiva. Resterà in stato di libertà, con l’obbligo di soggiorno, dalle 21 alle 7 ad Acireale, Comune di residenza.